Per anni abbiamo ottimizzato i siti web affinché Google potesse leggerli. Abbiamo usato Schema.org per trasformare stringhe di testo in entità comprensibili. Ma cosa succede quando il motore di ricerca smette di essere solo un lettore e diventa un attore?
L’annuncio recente di Google Chrome riguardo l’anteprima di WebMCP (Web Model Context Protocol) segna un punto di non ritorno. Non stiamo più parlando di fornire risposte agli utenti, ma di fornire strumenti agli agenti IA.
Se un Agente IA ha recentemente scritto un “pezzo diffamatorio” su un autore basandosi su un’allucinazione da scraping (come riportato da The Sham Blog), WebMCP è la risposta tecnica e strategica a quel caos. È il protocollo che trasforma il web da una biblioteca statica a una dashboard operativa per l’intelligenza artificiale.
Ecco l’analisi completa, lo stack tecnico e la visione strategica per il futuro della SEO.
Cos’è WebMCP?
In termini semplici, WebMCP è uno standard (attualmente in early preview su Chrome Canary 146) che permette ai siti web di esporre “skill” o “strumenti” strutturati direttamente al browser, affinché un modello IA (come Gemini Nano integrato nel client) possa utilizzarli.
WebMCP (Web Model Context Protocol) è un protocollo standard emergente progettato per consentire ai siti web di esporre le proprie funzionalità direttamente agli agenti di intelligenza artificiale (AI Agents) che operano nel browser.In termini semplici, WebMCP funge da “ponte” standardizzato tra un sito web e un’AI, permettendo all’intelligenza artificiale di capire e utilizzare le funzioni del sito (come “aggiungi al carrello”, “prenota volo” o “cerca prodotto”) in modo affidabile, senza dover “leggere” visivamente lo schermo o indovinare dove cliccare.
Fino ad oggi, se chiedevi a un’IA di “mettere nel carrello le scarpe rosse”, l’agente doveva:
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Leggere il DOM (il codice della pagina).
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Indovinare quale bottone fosse quello giusto tramite analisi visiva o dei selettori CSS.
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Simulare un click, sperando di non rompere nulla.
Con WebMCP, il sito dice esplicitamente al browser: “Ehi, ho una funzione chiamata addToCart(productId, color). Usala.”
Le due modalità di implementazione
Google ha introdotto due API principali per questo protocollo:
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API Dichiarativa (HTML-based): La rivoluzione per la SEO tecnica. Si tratta di aggiungere attributi ai normali
<form>HTML.HTML
<form toolname="search_flights" tool-description="Cerca voli per una destinazione"> <input name="destination" tool-param-description="La città di arrivo"> </form>In questo modo, il form diventa immediatamente un’azione comprensibile per l’IA senza bisogno di JavaScript complesso.
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API Imperativa (JS-based): Per le applicazioni complesse (SPA).
JavaScript
window.navigator.modelContext.registerTool({ name: 'buyStock', description: 'Acquista azioni', schema: { ... }, handler: (params) => { ... } });Qui lo sviluppatore definisce una funzione precisa che l’agente può invocare.
WebMCP è il “Nuovo Schema.org”
Andrea Volpini ha perfettamente inquadrato la questione: “Se Schema.org ha fornito i sostantivi del web, WebMCP fornisce i verbi”.
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Schema.org (Il Passato/Presente): Descrive cos’è una cosa. “Questo è un Evento”, “Questo è un Prodotto”, “Questo è un Prezzo”. Serve a Google per indicizzare e mostrare Rich Snippet.
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WebMCP (Il Futuro): Descrive cosa si può fare con quella cosa. “Prenota questo Evento”, “Compara questo Prodotto”, “Monitora questo Prezzo”.
Il cambio di paradigma: Non stiamo più ottimizzando solo per la visibilità (apparire in SERP), ma per l’operabilità (essere scelti dall’agente per completare un task). Se il tuo concorrente espone un’API chiara via WebMCP per “Prenotare un tavolo” e tu hai solo un modulo di contatto generico che richiede scraping, l’agente IA di Google sceglierà la via a minor resistenza (e minor rischio di allucinazione): il tuo concorrente.
⚠️ Nessun sistema LLM è realmente deterministico. Anche con function calling, rimane probabilistico.
Il problema dell’Hallucination e la “Safety”
Non è tutto oro quello che luccica: un agente IA ha generato contenuti diffamatori basandosi su una lettura errata del web, evidenzia il rischio enorme del lasciare che le IA “tirino a indovinare”.
Senza WebMCP, gli agenti si affidano al probabilismo: “Probabilmente questo testo significa X”. Con WebMCP, passiamo al determinismo: “Il sito dichiara esplicitamente che questa funzione fa X”.
Questo è un vantaggio enorme per la Brand Safety. Implementare WebMCP significa prendere il controllo di come l’IA interagisce con i tuoi contenuti, riducendo drasticamente le probabilità che un LLM inventi informazioni o esegua azioni errate sul tuo sito. È un “contratto” vincolante tra il publisher e l’agente.
Nasce la “Tool Discovery”
Qui entra in gioco la visione a lungo termine. Oggi WebMCP funziona “per-site” (l’agente deve essere sulla pagina per vedere gli strumenti). Ma il futuro è evidente.
Immaginate un Googlebot che non indicizza solo il testo, ma indicizza le funzioni (Tools) esposte via WebMCP.
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Scenario Futuro: Un utente chiede a Gemini: “Trovami un volo per Londra ed effettua il check-in”.
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Il ruolo della SEO: Google non cercherà il sito con la keyword “Volo Londra”. Cercherà il sito che espone il tool
bookFlightcon i parametri migliori (prezzo, velocità, affidabilità del tool).
Nasce una nuova disciplina: AEO (Agent Engine Optimization) tecnica. Non dovremo più scrivere solo meta description persuasive per gli umani, ma Tool Descriptions persuasive per gli LLM.
Esempio:
Tool A Description: “Cerca voli.” (Debole)
Tool B Description: “Cerca e prenota voli diretti con cancellazione gratuita e confronto prezzi in tempo reale.” (Forte – l’LLM sceglierà questo perché promette di soddisfare meglio l’intento complesso dell’utente).
Cosa fare oggi? Roadmap per Specialist e Dev
Nonostante sia una tecnologia in early preview, l’ecosistema si muove velocemente. Ecco la roadmap per chi vuole anticipare il mercato:
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Monitorare i Flag di Chrome: Attivate WebMCP in Chrome Canary. Iniziate a vedere come il browser interpreta i vostri form attuali.
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Audit dei “Verbi”: Mappate le azioni chiave del vostro sito. Non “chi siamo” o “blog”, ma “Richiedi Preventivo”, “Configura Auto”, “Prenota Visita”. Queste sono le prime candidate per l’implementazione WebMCP.
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Sperimentazione Ibrida: Se usate JSON-LD per Schema.org, iniziate a pensare a come quei dati strutturati possano diventare parametri per una funzione WebMCP. Il ponte tra Entity (Schema) e Action (WebMCP) sarà il vantaggio competitivo dei prossimi 24 mesi.
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Sicurezza: Preparatevi a validare gli input. Se un’IA può compilare i vostri form, lo farà a velocità sovrumana. Assicuratevi che il vostro backend sia pronto a gestire “clienti non umani”.
WebMCP non è solo una nuova API JavaScript. È la formalizzazione del Web Agentico. Fino a ieri, chiedevamo a Google di portarci traffico. Domani, chiederemo agli Agenti di portarci azioni. Chi saprà parlare la lingua degli agenti vincerà la partita della conversione automatizzata.
